"IL CAMMINO SPERIMENTALE" PROSEGUE ANCHE QUEST'ANNO!

UNA GENERAZIONE NARRA ALL’ALTRA

 

Iniziare alla fede:

il compito della comunità cristiana

 

Ci sembra importante riportare almeno il capitolo finale della lettera pastorale del nostro vescovo, che avvia per tutta le Diocesi di Piacenza-Bobbio una approfondita riflessione sull’Iniziazione Cristiana (catechismo).

La nostra parrocchia da anni sta sperimentando itinerari diversi nel tentativo di coinvolgere maggiormente la comunità e, sopratutto, la famiglia dei ragazzi.

Rimane ancora molto cammino da fare. Con la collaborazione e la comprensione di tutti possiamo essere “battistrata” per altre comunità che sono alla ricerca di modelli.

 

 

“Sarebbe errato vedere nelle dimensioni che abbiamo ricordato (fede, speranza, amore, senso ecclesiale) una serie di idee, convinzioni, progetti, decisioni da fare prendere a un ragazzo. La trasmissione della fede avviene normalmente in un modo più semplice e globale, ‘integrato’. Basta leggere nei vangeli l’esperienza di Gesù con i discepoli. Gesù passa accanto a loro e li chiama; i discepoli lasciano tutto e seguono Gesù. Iniziano così un cammino che ha le sue tappe e i suoi obiettivi, ma che si sviluppa a partire dal rapporto personale con Gesù stesso. Quando Gesù ha costituito il gruppo dei dodici, lo ha fatto “perché stessero con lui e per mandarli a predicare e perché avessero il potere di cacciare i demoni”(Mc 3,14-15). Interessa ora la prima espressione: “perché stessero con lui”. Si tratta di un’esperienza globale (una relazione interpersonale) che coinvolge i discepoli in tutta la loro persona. A partire da questa esperienza si costruiscono poi le diverse convinzioni e abitudini, si forma lo stile di vita. Credo si debba dire lo stesso per l’Iniziazione Cristiana. È anzitutto un rapporto personale con Gesù che deve essere sperimentato; a partire da questo rapporto acquistano significato e diventano possibili tutte le altre esperienze dei discepoli.

In fondo si deve dire che la memoria cristiana è essenzialmente ‘memoria di Gesù’, dell’amore di Dio che in Gesù ci è stato rivelato.

 

 

Da qui ha origine il tentativo di un nuovo modo di coinvolgere i ragazzi per aiutarli a incontrare il Signore; in parole povere: si tratta di fare in modo nuovo e più coinvolgente il catechismo!

Vengono così giustificate le scelte concrete che sta facendo la nostra parrocchia.

Ai genitori domandiamo di non ragionare più in termini scolastici ma di partire dalla logica dell’ITINERARIO.

Ecco spiegato perché usiamo i termini: primo anno, secondo anno e così via. Non importa l’età del ragazzo; interessa invece l’anno in cui si inserisce per percorrere insieme agli altri TUTTO L’ITINERARIO.